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APRIL 2002 Year III
No. 16

San Michele Arcangelo

Il culto di San Michele nelle grotte
In tempi remoti numerose grotte dell'Abruzzo e del Molise furono trasformate in luogo di culto, poi divennero chiese o piccoli santuari, dedicati a San Michele Arcangelo, più comunemente conosciuto come Sant'Angelo. Il culto di questo santo, o meglio Angelo, protettore della stirpe longobarda, fu importato dal vicino oriente e si diffuse in tutta l'Italia centro-meridionale. La relazione tra San Michele e le grotte è presto spiegata: la tradizione vuole l'Arcangelo vincitore su Lucifero, il Diavolo, scacciato dal cielo per poi essere confinato nelle viscere della terra.

Il Beato Placido da Roio, guarito da una grave malattia per intercessione di San Michele, si ritirò a vivere prima in una grotta del Gran Sasso e successivamente, nel 1208, in una caverna della Montagna di Ocre chiamata ancora oggi del Beato Placido. Ecco i nomi delle grotte presenti in Abruzzo e Molise dedicate a S. Angelo o San Michele:
  • In provincia dell'Aquila: S. Angelo in Balsorano, S. Michele in Pescocostanzo, S. Angelo in Vetulis nei pressi di Sulmona, S. Angelo in Bominaco, S. Michelein San Vittorino
  • In provincia di Teramo S. Angelo Le Ripe
  • In provincia di Chieti San Michele Arcangelo in Lama dei Peligni
  • In provincia di Isernia S. Michele Arcangelo in Sant'Angelo in Grotte (il nome del paese è anche rivelatore)
  • Sant'Angelo, Balsorano
    La grotta si trova alla base di una parete a strapiombo sul Vallone di Sant'Angelo, a nord-est rispetto al paese. L'apertura, alta 3 m e larga 10 è chiusa da un grande cancello. L'interno, ampio e spazioso, è articolato su due piani collegati tra loro da due gradinate. Arricchiscono la grotta altari, cappelle e affreschi: testimonianza autentica della continuità del culto lungo i secoli. Notizie di questa caverna, si hanno in una Bolla di Bonifacio VIII risalente al 1296 d. C. con cui il santuario-grotta passava dai Monaci dell'ordine di San Benedetto alla mensa vescovile di Sora. Ciò significa che la chiesa esisteva già da molto tempo.

    La leggenda narra che nel 1200 la grotta sia stata scelta come nascondiglio da un certo Angelo dopo aver commesso un assassinio; convertitosi, vi condusse una vita da eremita visitato frequentemente da numerosi pellegrini.

    San Michele in Pescocostanzo
    La grotta, ubicata al margine del piano carsico di Pescocostanzo, conosciuto come "Quarto Grande", è chiusa da una facciata in muratura su cui si aprono due eleganti portali rinascimentali. Il santuario, esistente già nel 1183, riedificato alla fine del 1500, presentava al suo interno un altare in marmo, una balaustra lavorata ed il pavimento interamente ricoperto di lastroni squadrati. Annesso alla chiesina troviamo un interessante romitorio, con due stanze distribuite su livelli.

    Fino alla seconda guerra mondiale vi si celebravano due feste importanti l'8 Maggio ed il 29 Settembre: i pellegrini raccoglievano nella grotta un sassolino che conservavano fino alla festa dell'anno successivo. Durante il secondo conflitto mondiale, per la sua posizione strategica, fu utilizzata come rifugio e come base militare. Di qui il suo decadimento e l'abbandono.

    Sant'Angelo in Vetulis
    La chiesa di Sant'Angelo in Vetulis si trova lungo la strada che da Sulmona si dirige verso Pacentro. Il santuario, costruito parte in grotta e parte in muratura, presenta interessanti elementi architettonici. Il tempietto esisteva già nel XI secolo e nel 1300 risulta chiesa extraurbana di Sulmona.

    Sant'Angelo in Bominaco
    La chiesa di Monte S. Angelo è una piccola grotta chiusa da un muro. Al suo interno, sulla sinistra, accanto ad una apertura circolare nella roccia, si trova un altare. In fondo alla grotta, dietro un muretto è ubicata una cisterna. La pavimentazione è in pietra.

    Si tramanda che San Tussio, che avrebbe dato il nome al vicino paese, vi abbia trascorso parte della sua vita, da eremita e che vi abbia ospitato anche San Pellegrino, il santo a cui è stata dedicata la meravigliosa chiesa di Bominaco. La leggenda popolare identifica in alcune cavità all'interno della grotta le impronte del piede di San Michele e del Diavolo.

    San Michele in S. Vittorino
    Caratteristica principale di questa chiesa è che non è stata ricavata da una grotta, ma edificata su delle catacombe. Nel 763 già esisteva ed era dedicata a San Vittorino. In un documento del 1084 risulta dedicata a San Michele Arcangelo per poi riprendere il nome di San Vittorino all'inizio del XII secolo. La leggenda popolare identifica lo stillicidio di acqua, che caratterizza il periodo che va da aprile ad agosto, con una manna miracolosa, opera di San Vittorino, in grado di guarire alcune malattie.

    Sant'Angelo Le Ripe
    Chiamato ancheRomitorio di San Michele, situata sulle pendici della Montagna dei Fiori, è la più grande grotta abruzzese dedicata al culto. Il suo interno è caratterizzato da vari ambienti. L'ingresso chiuso da un cancello, immette in una stanza su cui si affacciano varie cellette scavate nella roccia utilizzate dagli eremiti. Da qui si passa ad una sala più grande, illuminata da una apertura allargata, dove si trova un altare che reca la data 1236. Da qui partono una serie di ambienti e cunicoli, uno di questi è chiamato "passaggio della capra"; la tradizione narra che una capra entrata nella grotta abbia attraversato tutta la montagna uscendo dalla parte opposta. In questa località sono stati rinvenuti numerosi reperti preistorici appartenenti a culture differenti.

    San Michele Arcangelo in Lama
    La grotta si trova a circa 1300 m sul versante sud della Maiella, nel territorio di Lama dei Peligni. E' una piccola caverna, chiusa da una muratura. Al suo interno c'è un altare praticamente distrutto su cui un tempo si trovava una statua in terracotta di Sant'Angelo. Ed è proprio legata alla storia di questa statua la leggenda relativa a questo luogo. Si narra che un boscaiolo trovò rifugio all'interno della grotta durante una tempesta. Il maltempo durò per tre giorni; il boscaiolo minacciò il Santo che se non avesse fatto cessare le continue piogge avrebbe distrutto la statua in terracotta. Sant'Angelo non esaudì le preghiere di quell'uomo così che, il giorno dopo, tornato il sereno, alcuni pastori trovarono i frammenti della statua accanto al cadavere del boscaiolo.

    San Michele Arcangelo in Molise
    In Sant'Angelo in Grotte c'è forse il Santuario più importante del Molise tra quelli dedicati a San Michele. Il nome del borgo deriva proprio dalla grotta situata all'inizio del paese. Anche in questo caso alla caverna è stata aggiunta una parte in muratura che conferisce all'ambiente quasi un aspetto regolare. Al suo interno si trova una cisterna ed un cunicolo che dovrebbe sbucare dall'altra parte della montagna.