
La porchetta era un porcellino di latte arrostito al forno; veniva portata in tavola intera con una arancia o una mela in bocca ed era accolta con vigorosi e lunghi battimani degli euforici commensali.
"La porchetta è preparazione classica di tutte le feste, di tutte le fiere, di tutti i banchetti tipici dell'Abruzzo. In questo piatto si alternano, si mescolano, si fondono i più svariati sapori: la crosta ruvida e croccante, la carne rosea, morbida e profumata, il grasso sapido che raccoglie le spezie e gli aromi, una mescolanza di odori e di sapori, prodotti dallo sposalizio del maiale con le erbe profumate dei nostri monti, e racchiusi nell'urna fragrante della pelle, alla quale il calore del forno ha dato la consistenza di un naturale imballaggio che si adegua perfettamente alla forma del contenuto".
Preparazione che richiede, però, l'opera dello specialista; ed ogni porchettaro ha le sue dosi di spezie e di odori, il suo sistema personale di cottura, i suoi segreti. Immancabile nelle fiere abruzzesi, la porchetta ha la sua sagra a Campli (settembre), però i porchettari più famosi sono quelli di Ripa Teatina.