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| APRIL 2002 | JOURNAL OF THE ABRUZZO WORLD CLUB |
Year III No. 16 |
Amiternum e Corfinium
AmiternumIl nome del luogo deriva dal fiume Aterno che attraversava l'insediamento e ne condizionava la vita. Secondo la tradizione letteraria antica, la valle superiore dell'Aterno fu la sede dei Sabini, i quali, successivamente raggiunsero la conca di Rieti e la bassa valle del Tevere. Al tempo dei romani, la città si spostò ai piedi del colle di San Vittorino, appunto nella valle dell'Aterno, dove oggi si possono ammirare i resti dei monumenti più significativi.
Amiternum entrò a far parte dell'ordinamento romano nel 290 a.C.; fu prefettura fino all'età augustea, in seguito probabilmente municipio, come sembrano confermare le fonti epigrafiche La città diede i natali al celebre storico latino Caio Sallustio Crispo (86-35 a.C.). I ruderi del teatro, con un diametro di circa 80 metri, sono visibili all'altezza del km. 9 della S.S. 80. Le gradinata erano originariamente su due ordini e potevano ospitare 2000 spettatori circa. Della scena si conservano solo le strutture di base. Numerose iscrizioni ed abbondante materiale scultoreo e architettonico sono conservati nel museo Nazionale, ospitato all'interno del Castello Cinquecentesco dell'Aquila.
L'anfiteatro, con un diametro di circa 68 m sull'asse maggiore e 53 su quello minore, si trova invece sulla sponda destra del fiume Aterno, ai margini della città antica. La costruzione presenta un rivestimento in laterizio risalente al I secolo d.C.; esso mantiene quasi per intero il suo perimetro che era costituito da 48 arcate su due piani; mancano completamente le gradinate: l'edificio poteva accogliere circa 6000 spettatori.
CorfiniumLe rovine dell'antica capitale dei Peligni si trovano a pochi chilometri da Sulmona, in una delle conche che caratterizzano il territorio. L'antica Corfinium, sorse lungo la via Claudia Valeria e occupò per questo motivo una posizione molto importante sia dal punto di vista strategico-militare che commerciale. Nel 90 a.c., Corfinio rivestì un ruolo fondamentale nella guerra delle popolazioni italiche (i Piceni, i Sanniti, i Lucani, i Marrucini di Chieti e i Peligni di Corfinio, Superequo, Sulmona) confederate contro Roma.: scopo di questa rivolta era quello di ottenere gli stessi diritti di cui godevano i cittadini della Capitale. I ribelli scelsero come loro capitale Corfinio, ribattezzandola Italia (la prima volta che questo nome compare nella storia); radunarono un esercito di circa 100.000 uomini, che più volte vinse le legioni romane, penetrando nel Lazio e in Campania e giungendo fino alla Puglia.Nel 89 a.c. Roma riuscì a sedare la rivolta solo concedendo, attraverso l'istituzione della lex Iulia, la cittadinanza agli italici. L'anno seguente Corfinio fu conquistata dai romani. Nel 48 a.C., durante la guerra civile fra Cesare e Pompeo, l'insediamento peligno assistette alla cruenta battaglia fra le truppe di Cesare ed i pompeiani, a poche miglia fuori della città'. Corfinio, che appoggiava Pompeo, non decadde con la resa a Cesare; la sua posizione lungo la via Claudia Valeria le permise di mantenere un ruolo importante anche durante l'impero.
Gli scavi archeologici, che si sono susseguiti per anni, hanno riportato alla luce i resti dell'antico centro urbano. Le aree del teatro e dell'anfiteatro sono state ricoperte da costruzioni moderne che ne fanno intravedere solo la forma originaria.
I resti dell'antica area sacra, situati fuori del moderno centro abitato, lungo la Via di Pratola, manifestano un miglior stato di conservazione. Tra questi spiccano due costruzioni rettangolari, delle quali la più grande è dedicata ad Ercole.
Nei pressi della Cattedrale di San Pelino si innalzano i due "Morroni", i resti delle mura di un mausoleo circolare.
Nel 1994, in località Piano San Giacomo, sono stati ritrovati i resti di un intero quartiere dell'antica Corfinium. La domus, una splendida Villa romana caratterizzata da un meraviglioso mosaico che ne decora la pavimentazione, è databile al I secolo d.C.. Le terme, che si trovano nella zona meridionale dell'area archeologica, sono di epoca imperiale e furono abbandonate nel III secolo d. C. A ovest le tabernae, le antiche botteghe, conservano i muri e il sistema di canalizzazione L'insediamento fu abbandonato nel IV secolo.
A fonte Sant'Ippolito, è possibile visitare un'area sacra dedicata a Ercole. Divisa su due terrazze, ospita nella parte più alta un piccolo tempio risalente al I secolo a. C., su quella più bassa una fontana monumentale.
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