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MARCH 2002 Year III
No. 15

La Settimana Santa in Abruzzo

Durante la settimana Santa ed il tempo di Pasqua in ogni città e paese d'Abruzzo si svolgono, rappresentazioni sacre e religiose che variano a seconda delle località. Riportiamo qui le manifestazioni più significative.

Il Giovedì Santo
Il giovedì Santo i cantori della Passione, vanno in giro, di casa in casa per villaggi e campagne, intonando "Lu ggiuveddi sande" o "la Madonne de lu ggiuveddi sande" o "lu lamente de la Madonne", canto alternato tra due o più cantori ed accompagnato solitamente da un organetto, una fisarmonica o un violino. Questi canti variano da luogo a luogo, ma concordano nel contenuto. Una delle composizioni più antiche è la duecentesca "Lamentatio Beate Marie de Filio", conservata nel Museo di Arte Sacra dell'Aquila.

Mercoledì e Venerdì Santo
A Gessopalena (CH) il mercoledì' e il venerdì, si svolgono processioni con quadri viventi con l'incredibile scenario del vecchio borgo. Suggestiva è la Passione vivente del mercoledì Santo: tutti gli abitanti del paese vi partecipano proponendo scene della Passione di Cristo, il tutto negli angoli più belli del paese. Il dramma si conclude con Crocifissione ed il pianto delle Marie.

Procession in Chieti

Venerdì Santo - Chieti
Tra tutte le processioni del Venerdì Santo in Abruzzo, forse quella di Chieti è la più solenne e sontuosa dal punto di vista scenografico. La Processione è gestita dalla Confraternita della Buona Morte, con la partecipazione di altri sodalizi. Ogni confratello indossa gli abiti della propria congregazione: sono tutti incappucciati in segni di lutto e penitenza; le donne aggregate in altre associazioni, indossano un abito nero. I portatori delle statue mantengono lo stesso passo durante tutta la processione: il ritmo è scandito dalla "troccola", strumento di legno che durante la Settimana Santa sostituisce il suono delle campane. Emozionante il "Miserere" composto dal Maestro teatino Saverio Selecchy (vissuto tra il XVIII e il XIX sec.), cantato da sole voci maschili e accompagnato da cento violini

Venerdì Santo - Teramo
A Teramo la mattina del Venerdì Santo si svolge la processione della "Desolata", la cui origine si fa risalire al 1260. Si tratta della rappresentazione della Madre che va alla ricerca angosciosa del figlio condannato a morte. Durante la processione la sola statua dell'Addolorata, portata da alcune donne velate e in gramaglie, incomincia il giro delle "sette chiese". Inizia da quella di Sant'Agostino e termina all'Annunziata dove trova il Cristo Morto che giace in un'artistica bara.

Venerdì Santo - L'Aquila
Nel 1954 è stata ripristinata all'Aquila l'antica tradizione della Processione di Cristo Morto; caratteristica di questa processione sono le statue, moderne, molte delle quali opere di un noto artista italiano, Remo Brindisi. A rendere particolarmente suggestiva e solenne questa sacra Rievocazione contribuisce il miserere cantato da un gruppo corale e accompagnato da un'orchestra di soli archi.

Venerdì Santo - Penne (PE)
La Processione del Cristo Morto in Penne, istituita nel 1570, è caratterizzata dalla presenza di preziosa coperta ricamata del 1860 sulla quale giace il Cristo Morto, e dal tamburo, che scandisce il ritmo del corteo, detto "Lu tamorre scurdate", perché' privo della corda vibrante.

Pasqua: Sulmona
La manifestazione della Madonna che scappa ha tradizioni centenarie e consiste nella ricostruzione dell'apparizione del Cristo risorto alla Madonna. La Madonna vestita a lutto per la passione del Venerdì' Santo, esce dalla chiesa di San Filippo e, scortata dalle staute dei Santi Giovanni e Pietro che hanno riferito alla Madonna che Cristo è risorto, procede in direzione del Cristo con andamento ondulate perché incredula. La statua del Cristo risorto rimane in attesa sotto uno degli archi dell'acquedotto medioevale. E' il momento più atteso dalla folla. I portatori sollevano la statua della Vergine e danno vita a una frenetica corsa fino a raggiungere il figlio risorto; nel momento in cui cade il mantello nero del lutto che ricopre la statua, 12 colombi bianchi si liberano nel cielo in segno di pace. Dal modo in cui si svolge la corsa e cade il velo e dal volo dei colombi si traggono auspici per la vita sociale della città e dei paesi circostanti.

Pasqua: Pianella (PE)
"Il Bongiorno" e' un'antica tradizione che trae origine "dall'omaggio", che i signorotti Longobardi pretendevano dai propri vassalli. Durante la giornata di Pasqua e durante la notte che precede il Lunedì dell'Angelo, cantori e suonatori in costume medievale, accompagnati da trombe, tamburi e piatti, girano per le vie del paese, portando il saluto del "Buongiorno" sotto le finestre dei cittadini a cominciare da quelli più' importanti, come il sindaco e altre autorità'. I canti sono, in genere, improvvisati e adattati alle circostanze ed ai personaggi.

Pasqua - Villa Badessa (PE)
A Villa Badessa, una frazione del comune di Rosciano, nel pescarese, vive sin dalla prima meta' del XVIII secolo una piccola colonia italo-albanese. Ancora oggi gli albanesi di Villa Badessa conservano il loro idioma e continuano a seguire la liturgia di rito greco-bizantino. Le cerimonie iniziano con gli "enkomia", il pianto delle donne durante la veglia notturna sulla icona della deposizione di Cristo. Nelle ore notturne che precedono la domenica di Pasqua, il papas, che reca l'icona della Resurrezione, esce in processione fuori della chiesa, seguito dai fedeli che illuminano con candele le ultime ore della notte. All'alba il papas canta il primo verso del Vangelo secondo Giovanni e, intonando canti di gioia, rientra in corteo nella piccola chiesa.