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| JANUARY 2002 | JOURNAL OF THE ABRUZZO WORLD CLUB |
Year III No. 13 |
Lungo i Monti della LagaAttraverso i boschi alla scoperta di antichi borghi abbandonati.Diario di un'escursione effettuata nell'ottobre 1998 dal Ugo Ianni, accompagnatore e guida trekking del Club Alpino Italiano dell'Aquila (e-mail: ugo.ianni1@tin.it).
Il nostro itinerario si snoda nel territorio boscoso, poco conosciuto, posto tra il margine nord-orientale dei Monti della Laga e i Monti Gemelli, nella Riserva Naturale delle Gole del Salinello.
I Monti della Laga costituiscono una estesa formazione montuosa a Nord dell'Abruzzo, quasi adiacente alla Catena del Gran Sasso (da cui è separata dalla valle del fiume Vomano), ma completamente diversa per caratteristiche geologiche e morfologiche. Infatti qui predominano formazioni arenarie, a differenza dei calcari del Gran Sasso e per questa ragione le montagne sono quasi addolcite, verdeggianti e dal profilo arrotondato, senza gli aspri dirupi rocciosi e le impervie cime tipiche dei monti della catena del Gran Sasso. La compattezza e l'impermeabilità delle rocce arenarie ha determinato, inoltre, l'abbondanza di torrenti e di numerose e spettacolari cascate, spesso immerse e nascoste in magnifici boschi di faggi e di conifere. La vetta più alta è il Monte Gorzano, che arriva ad una altezza di m 2455.I Monti Gemelli, e cioè la Montagna dei Fiori e la Montagna di Campli, (1676 e 1720 m.), sono due caratteristiche alture, costituite da rocce calcaree, ai margini dei Monti della Laga, molto simili per altitudine e morfologia , (1676 e 1720 m), separate dalle famose Gole del Salinello, un canyon di selvaggia bellezza, che rappresenta certamente uno dei paesaggi più spettacolari del Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
L'escursioneCome dicevamo, il nostro percorso si snoda in una zona poco conosciuta e poco frequentata dagli escursionisti, ma tuttavia ricca di interesse sia dal punto di vista naturalistico che storico culturale. La base di partenza per l'escursione è l'abitato di Leofara, piccolo centro montano, famoso per una folcloristica Sagra delle Castagne, che si svolge ogni autunno. Leofara si raggiunge facilmente seguendo la strada statale n°81 Teramo - Ascoli Piceno, e dirigendosi, superata la deviazione per Campli, verso il centro abitato di Macchia da Sole, caratteristico paesino nella Riserva Naturale delle Gole del Salinello.
Leofara è distante, da Macchia da Sole, pochi Km. Una volta giunti a Leofara, vale la pena visitare questo piccolo paesino, molto suggestivo e pittoresco. Le origini del borgo risalgono al periodo medioevale. Gli edifici attuali sono prevalentemente ottocenteschi, ci sono alcune case dirute del XVIII° secolo, inoltre, in alcune case ci sono delle caratteristiche strutturali, come resti di "gafii" (balconi in legno, tipici di architettura nordica e longobarda), e una casa-torre, risalenti al XVI° secolo. C'è la piccola chiesa di S.Maria, con un notevole altare in legno policromo e dorato, del XVIII° sec.
A Leofara opera l'Associazione "l'Fere", dinamica associazione locale, che, assieme al CAI di Teramo, promuove iniziative per la valorizzazione turistica e culturale della montagna teramana. Ogni anno, a fine ottobre, a Leofara si tiene la famosa Sagra delle Castagne.
Descrizione del percorsoDa Leofara (m. 1009), si segue il sentiero che sale alla casa più alta del paese. Si continua a salire, lasciando a destra il sentiero per il Colle della Croce (m.1070) e si prosegue verso destra fino a un grande castagneto. Si giunge ad una cresta e si scende fino a un bivio (m. 1000), a destra, si raggiunge una selletta (m. 995) e si attraversa il Fosso Valle dell'Acero (m. 975); si prosegue in un rigoglioso castagneto, e si giunge nei pressi di una casa rurale (Casa De Simoni, m. 850); si oltrepassano due fossi e si raggiunge il paese abbandonato di Laturo. La strada non esiste più.Il paesino, posto su un'altura, è seminascosto dalla vegetazione; sono poche case in pietra, alcune con i caratteristici "gafii" (balconi in legno); c'è una minuscola chiesa. Gli ultimi abitanti se ne sono andati agli inizi degli anni 70. Le poche famiglie che vivevano qui, erano famiglie di boscaioli, pastori e coltivatori soprattutto di castagne. L'atmosfera che si respira tra queste vecchie mura è di desolante abbandono; la miseria e la difficoltà di lavoro, ha spinto infine anche i pochi affezionati abitanti a cercare altrove una migliore qualità di vita.
Comunque, proseguiamo il cammino, lungo il sentiero che esce dal paese, ed entriamo in un nuovo castagneto; ad un bivio (m. 970), si lascia sulla destra un sentiero che conduce ad una vecchia casa colonica (casa il Monte) e, proseguendo dritto, raggiungiamo il secondo paesino abbandonato, Settecerri. Il borgo è posto in una magnifica posizione panoramica e presenta anch'esso una struttura urbana medioevale, però è meno caratteristico di Laturo, perché alcune case sono state ristrutturate in stile moderno, con pessimi risultati estetici. Il paese è abbandonato, però è evidente che, saltuariamente, è frequentato dai proprietari di alcune case. Del resto, ci rendiamo conto che Settecerri si può anche raggiungere in macchina, da un'altra via.
Percorriamo, quindi, a ritroso, il sentiero seguito all'andata; al bivio precedente, raggiungiamo la Casa il Monte (m. 1067) e quindi, presso un piccolo rifugio di pastori, la Sorgente La Cordella (m. 1125), nei pressi della quale è stato individuato un insediamento romano, e sono stati ritrovati vari frammenti ceramici di produzione riferibile all'età imperiale. Da qui, un comodo sentiero conduce al Colle della Croce (m. 1192), dal quale si scende al nostro punto di partenza, il paese di Leofara. Una volta giunti a Leofara, vale la pena, ripresa l'automobile, fare una visita al paesino di Vallenquina, distante pochi km, lungo la strada verso Valle Castellana. In questo paesino, di origini medioevali, c'è da vedere un bellissimo castello del Medioevo.
Bibliografia:
Bollettino del Club Alpino Italiano di Teramo.
Guide, cartine e opuscoli vari possono essere richiesti presso gli uffici del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, ad Assergi, L'Aquila (tel. 0862-60521; Internet: www.gransassolagapark.it)
RingraziamentiSi ringrazia il sig. Ianni Ugo (e-mail: ugo.ianni@tin.it), accompagnatore di escursionismo del CAI dell'Aquila, per le informazioni e le fotografie fornite.
Ugo ha 47 anni e da 25 anni ha la passione per la montagna. Ha raggiunto tutte le principali vette dell'Appennino centrale ed ha collezionato diverse importanti vette ed itinerari alpini; ha all'attivo diverse vie alpinistiche (estive ed invernali) sul Gran Sasso e su altre montagne appenniniche, ed ha scalato alcune caratteristiche "cascate di ghiaccio"; ha frequentato corsi su nivologia e valanghe. Pratica la montagna invernale anche con sci d'alpinismo e soprattutto con sci da fondo-escursionismo, attività della quale riveste la carica di vice responsabile della relativa commissione CAI dell'Aquila. E' esperto di trekking, canyons e grotte, conosce itinerari di carattere culturale (eremi, tholos ecc.); ha effettuato ricerche fotografiche su animali rari e tipici dell'Abruzzo (orso, grifone, camoscio, aquila) e su flora tipica.Ha in programma, per il futuro di realizzare vari trekking extra-europei.
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