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| DECEMBER 2001 | JOURNAL OF THE ABRUZZO WORLD CLUB |
Year II No. 12 |
Majella, montagna sacra d'Abruzzo.Escursione agli eremi di San Bartolomeo e Santo Spirito.Foto di Valter Carapellese, mappa di L.Mazzeschi
Se il Gran Sasso è la montagna simbolo dell'Abruzzo, con le sue cime aspre e impervie, ricche di percorsi e vie alpinistiche di grande difficoltà, la Majella, con i suoi pendii dolci e le valli boscose e rigogliose di ruscelli e sorgenti, rappresenta la montagna sacra per eccellenza, ricca di luoghi mistici, di eremi e monasteri. Inoltre, a differenza del Gran Sasso, oltre a rocce e foreste, sulla Majella si trovano numerose testimonianze di una ricchissima storia dell'uomo.
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"Montagna madre", nelle tradizioni, nella storia d'Abruzzo, ma anche nella letteratura e nella poesia, la Majella rappresenta una inesauribile fonte di bellezze naturali e di tracce della presenza umana: capanni di pastori, chiese isolate, monasteri, iscrizioni, compaiono a ogni passo, e a tutte le quote della montagna. Vogliamo qui soffermarci su un particolare aspetto del paesaggio della Majella, e cioè sulla diffusa presenza di antichi eremi e monasteri, abbarbicati spesso sulle rocce come nidi d'aquila, e nei quali hanno trascorso, centinaia di anni fa, gran parte della loro vita eremiti e monaci famosi; uno in particolare, Pietro Angelieri originario del Molise, sarà eletto Pope e successivamente diventerà Santo con il nome di San Pietro Celestino.
RoccamoriceIl territorio di Roccamorice, a occidente della Majelletta, cima minore del complesso montuoso, è quello che offre la maggiore concentrazione di eremi e capanni di pietra, i cosiddetti "tholos". Gli splendidi complessi di San Bartolomeo di Legio e di Santo Spirito a Majella, entrambi arrampicati sulle rocce e accessibili per un complicato sistema di camminamenti e scalette, sono assolutamente da non perdere nel corso di una escursione nella Majella e, più in generale, in una visita in questa parte dell'Abruzzo. I due eremi sono assai cari alla religiosità popolare, e si visitano facilmente in una mezza giornata. L'eremo di San Bartolomeo si raggiunge facilmente con una piacevole camminata, Santo Spirito è servito da una suggestiva strada asfaltata tra boschi e rocce.
San BartolomeoSan Bartolomeo, a 600 metri di quota, sorge nella parte più arida del vallone, sotto un grande soffitto naturale di roccia. Di origini anteriori all'anno mille, fu ricostruito nel duecento per iniziativa di frate Pietro Angelieri, il futuro Papa Celestino V, che vi rimase come eremita tra il 1274 e il 1276.
Santo SpiritoSanto Spirito, poco oltre i mille metri di quota, è invece circondato da fittissime faggete, che nascondono gli antichi sentieri dei monaci verso la Majelletta e i paesi vicini. Vi soggiornò, anche qui, fra Pietro Angelieri, a partire dal 1250,costruendo un oratorio e numerose celle aggrappate alla roccia.
ItinerarioPer la visita agli eremi si parte dal borgo di Roccamorice (520 m), che si raggiunge facilmente uscendo dall'autostrada A25 Roma-Pescara, al casello di Scafa. Il paese è un ridente villaggio adagiato su verdi colline, con stradine e antiche case molto caratteristiche. Ci sono aziende agrituristiche e ristoranti tipici di buon livello. Usciti da Roccamorice, si percorre la strada per la Maielletta per circa 3 km e poi, a un bivio, presso uno stazzo e un rifugio di recente costruzione, si gira a destra iniziando un largo sentiero in leggera discesa, che conduce al vallone di S.Bartolomeo. Dopo un tratto pianeggiante, dove il sentiero è indicato da piccole croci in ferro, si giunge all'eremo per una ripida scalinata. Il ritorno è per la stessa via. La passeggiata richiede circa un'ora tra andata e ritorno.
La strada per Santo Spirito prosegue oltre lo stazzo posto al bivio per San Bartolomeo, e continua per circa 4 km, percorribili comodamente in automobile. E' una strada molto pittoresca, che si snoda ai piedi di spettacolari pareti rocciose, famose per gli appassionati delle arrampicate (Roccamorice è sede di una nota scuola di roccia e free-climbing). La strada continua nel bosco e si arriva infine all'eremo di Santo Spirito, dopo aver superato, lasciata l'auto, una impressionante serie di scalinate scavate nella roccia. Tra andata e ritorno occorre calcolare circa un'ora.
L'atmosfera che si respira tra le mura di questi eremi è indescrivibile; sono sensazioni da provare personalmente. E' come fosse un mondo a parte, ricco di pace e di amore per la natura e per tutti gli esseri viventi, che inevitabilmente trasmette al visitatore un invito alla meditazione, alla religiosità, alla contemplazione, al senso profondo di un messaggio di fede e carità. Sono luoghi che effettivamente avvicinano, chi è credente, al Signore.
I tholoiGli eremi non esauriscono i motivi di interesse per la zona. Lungo la strada per la Majelletta, meritano senz'altro una visita i capanni di pietra di Colle della Civita, le caratteristiche capanne "a tholos", testimonianze di antiche civiltà pastorali, e senz'altro le più note della Majella e di tutto l'Abruzzo.
Il tempo totale per la visita ad entrambi gli eremi è di circa tre ore, di cui una a piedi; si possono visitare in tutte le stagioni, con attenzione nei mesi invernali, a causa di nevicate a bassa quota che possono anche bloccare la strada.
Per informazioni si possono contattare il Municipio di Roccamorice - tel. 085 8572132, oppure il Corpo Forestale dello Stato, Roccamorice 085-8572168.
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