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| DECEMBER 2001 | JOURNAL OF THE ABRUZZO WORLD CLUB |
Year II No. 12 |
Iuvanum
8 Km. from Torricella Peligna e a poca distanza da Montenerodomo, immersa in uno splendido scenario, si trova l'antica città romana di Juvanum. Situata su un altipiano a 1000 mt sopra il livello del mare, sorge tra la Valle del Sangro ela Valle dell'Aventino, sotto il Massiccio della Majella, la "montagna madre". Venuto alla luce in seguito ad approfonditi studi ed a numerosi scavi iniziati al principio del 1900, oggi Iuvanum è un parco archeologico che con l'ausilio di pannelli esplicativi, conduce i turisti attraverso i numerosi resti di quest'antica cittadina romana. Il Parco è visitabile gratuitamente dalle ore 9 al tramonto (Tel 0871/331668).
Iuvanum fu un municipio amministrato da quattuorvires che comprendeva gli attuali paesi di Montenerodomo, Pennadomo, Torricella Peligna, Taranta Peligna, Palena, Gessopalena. Il suo nome deriva dal latino IUVARE: GIOVARE e, probabilmente, può essere collegato alla presenza di una sorgente, proveniente dal sottosuolo, oggi fontana di Santa Maria del Palazzo. In passato, grazie alla ricchezza dei pascoli circostanti, moltissimi pastori sostavano presso questa sorgente durante l'emigrazione stagionale che vedeva i greggi trasferirsi dai pascoli montani, impraticabili d'inverno, alle ampie pianure dell'Apulia (l'attuale Puglia).
I resti archeologici sono la testimonianza di un glorioso passato, quando Iuvanum era il fulcro economico e amministrativo di tutta l'area circostante, abitata al tempo dalla popolazione sannita dei Carraceni. Gli edifici più antichi risalenti alla fine del III-II secolo a.C. sono costituiti dai resti di due templi situati sulla cima di una collina, insieme all'acropoli e all'antico teatro posti sulle pendici della stessa collina. E' ancora visibile parte di un muro, IV sec. a. C., interamente costruito con blocchi di roccia provenienti dalla Majella, che in passato circondava completamente il santuario.
Dopo la guerra sociale del 90 a.C. Iuvanum divenne un importante centro politico ed amministrativo dell'Impero in questa zona centrale del Sannio. La maggior parte delle costruzioni che sorgono sull'altipiano risalgono al periodo Romano: il foro, le tabernae, la basilica e le case private. Nel 346 d. C. le mura di Iuvanum vennero ricostruite in seguito ad un terremoto che distrusse completamente l'intero Sannio. E nei secoli successivi, come avvenne per molte città romane in Abruzzo, le pietre degli antichi monumenti romani furono saccheggiate dalla popolazione locale per costruire le proprie abitazioni.
Il Sito ArcheologicoA partire dagli anni Sessanta sono iniziati degli scavi sistematici che hanno portato alla luce i monumenti sulla sommità dell'acropoli. Il santuario del III sec a.C sorse probabilmente su un preesistente luogo di culto forse dedicato all'acqua. In epoca medievale sul sito fu costruita l'abbazia cistercense di S.Maria di Palazzo. Le epigrafi rinvenute attestano il culto di Diana, Minerva e soprattutto di Eracle, di cui sono state rinvenute numerose statuette, divinità strettamente legata al mondo agricolo-pastorale.A Sud Est nella collina sorgeva il teatro (II sec a.C), di cui restano le prime sette file di gradini e parte dell'orchestra. L'acropoli fu edificata nel corso del II sec a.C. Una via lastricata collega il santuario con il monumentale Foro rettangolare, il centro vitale dell'antica città; su uno dei lati del quale si trova una iscrizione monumentale in lettere di bronzo, che riporta il nome del magistrato, autore dell'opera, durante il periodo Claudiano. Era circondato da un portico con colonne e statue di cui possiamo vedere solo le basi ed alcune iscrizioni, e fiancheggiato da tabernae.
In the North there is the basilica, a marble-paved building which was either a site for the worship of the emperor or a tribunal. Excavations south-west to the forum started in 1987 and brought to light rooms and remains suggesting crafts and service activities, like metal or ceramics workshops and beauty centers.Other important findings included two statues in toga apparel, now preserved in private collections in nearby Torricella Peligna. The most precious finding, a white marble, stuccoed statue in the Alexandrine style portraying Io, the maiden loved by Zeus, is now in the National Museum in Naples. More fragments are preserved in the Archeological Museum in Chieti.
A nord c'è poi la basilica, un edificio con pavimento marmoreo che era la sede di un culto imperiale oppure del tribunal. La zona a SE del foro è stata scavata a partire dal 1987 ed ha restituito locali che fanno pensare ad attività artigianali: tabernae di vario genere, officine, il laboratorio di una pettinatrice.
Altri rinvenimenti significativi due statue di togati, ora conservate in collezioni di Torricella Peligna. Ma il rinvenimento più importante è la testa marmorea conservata nel Museo Nazionale di Napoli, rappresentante Io, fanciulla amata da Zeus. La testa, in marmo bianco, era completata da stucco, secondo una tecnica alessandrina. Altri frammenti si conservano nel Museo Archeologico di Chieti.
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