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SUMMER 2001 Year II
No. 9

Il Bosco di Torino di Sangro

Il Bosco di Torino di Sangro, una delle rarissime oasi di macchia mediterranea sopravvissute in Italia, si estende per circa tre chilometri parallelamente alla statale adriatica e alla linea costiera, sulle colline nell'entroterra di Fossacesia, comprese nella giurisdizione del Comune di Torino di Sangro, in Provincia di Chieti.

Itinerario
macchia L'area si raggiunge lasciando l'autostrada Ancona-Pescara-Bari all'uscita Val di Sangro, e percorrendo poi la statale Adriatica in direzione sud Vasto-Termoli, svoltando in direzione Torino di Sangro, e procedere verso Marina di Sangro. A poche decine di metri dalla stazione ferroviaria di Torino di Sangro c'è una strada che si addentra nell'entroterra, indicata da un segnale "natura" che indica la Lecceta. Si segue questa strada per circa un km e ci si trova alla metà del sentiero natura. Qui si può parcheggiare la macchina sul ciglio della strada e seguire il sentiero. Il percorso non presenta difficoltà, si può percorrere facilmente in poco meno di due ore (andata e ritorno). Si consigliano scarpe comode e una borraccia d'acqua.

Si procede in direzione est (verso il mare) percorrendo una sterrata che in alcuni punti si dirama nel bosco. Proseguendo sempre in direzione del mare in poco meno di mezz'ora si raggiunge la base di un colle. Attraverso un percorso molto agevole si raggiunge la cima del colle: si tratta di un punto molto panoramico con vista sul mare, sull'abitato di Fossacesia, la vallata del fiume Sangro e l'abbazia di San Giovanni in Venere. Si può scendere fino alla spiaggia, attraversando le dune coperte di tipica vegetazione mediterranea.

Vegetazione
A destra si nota una fascia di bosco costituita da un nucleo di lecceta pura, l'insieme più significativo dell'intera costa adriatica. All'interno del bosco si possono notare le varie essenze tipiche della macchia mediterranea: la filirea, il lentisco, il cisto ed il pungitopo. Il bosco è forse l'unico luogo in Abruzzo in cui si riproduce la tartaruga allo stato naturale.

Vicinanze
Terminata la passeggiata, vale la pena di proseguire in auto fino al Cimitero di Guerra del Commonwealth, oasi di silenzio e suggestiva bellezza, dove su un colle soleggiato, nell'aria accarezzata dalla brezza dell'Adriatico, oltre 2500 caduti delle forze alleate nella battaglia di Ortona, prevalentemente inglesi, indiani, australiani e canadesi, riposano per l'eternità.

Tornati poi sull'Adriatica, a pochissimi km si può visitare l'Abbazia di San Giovanni in Venere, e proseguire verso nord lungo la costa dei trabocchi. Nelle vicinanze di San Vito c'è anche il famoso Trabocco che Gabriele D'Annunzio descrisse nelle sue opere, e la casa in cui si ritirò a scrivere Il Trionfo della Morte.