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MAY 2001 Year II
No. 7

San Rocco

Il Culto di San Rocco si è diffuso rapidamente in Europa Occidentale a partire dalla seconda metà del 1400 e fu approvato da Papa urbano VIII nel 1629. In Abruzzo il Santo viene venerato soprattutto nella Valle del Sagittario: a Frattura, Anversa, Bugnara, Introdacqua e Sulmona. San Rocco è conosciuto come il Santo del viaggio e della peste; le sue reliquie infatti vennero più volte utilizzate per far cessare il contagio di questa tremenda malattia. La festa si celebra il 15, 16 o 17 Agosto, spesso in associazione con la festa dell'Assunta.

Biografia
La cronologia della vita del Santo è incerta e piena di elementi leggendari. Nacque in Francia, probabilmente in Montpellier. Secondo il suo primo biografo, che scrive dopo il 1430, Rocco rimase orfano in giovane età, donò tutti i suoi beni ai poveri della città e partì in pellegrinaggio verso Roma. Ad Acquapendente, sulla via Cassia, si imbatté nel tragico spettacolo di desolazione prodotto dalla peste. Invece di proseguire, Rocco si offrì volontario all'assistenza degli appestati nel locale lazzaretto, dove si verificarono le prime guarigioni miracolose. Proseguì poi il suo cammino passando per il Lazio, Toscana e Umbria, fermandosi ovunque fosse un focolaio di pestilenza per curare i contagiati.

Raggiunse Roma dopo tre anni: trovò San Pietro ed altre chiese completamente abbandonate, perché la sede papale in quel periodo era stata trasferita ad Avignone. Risalì quindi la Penisola passando per Rimini, Novara e Piacenza. A Piacenza fu contagiato dal morbo. Il bubbone della peste affiorò su una coscia, così per non essere di peso a nessuno uscì dalla città dirigendosi verso le rive del Po, in un luogo deserto, per morirvi in solitudine. Appartatosi in una capanna, sarebbe morto di fame se un cane randagio non gli avesse recato quotidianamente del pane e se dalla terra non fosse sgorgata una prodigiosa sorgente a dissetarlo.

Da questo rifugio fu prelevato dal patrizio Gottardo Pallastrelli, che lo ospitò in una casa propria fino a completa guarigione. Lasciata Piacenza, Rocco si diresse al nord, ma presso il Lago Maggiore, ad Angera, fu scambiato per una spia e gettato in prigione per ben cinque anni, finché la morte lo colse nel 1327.Un'altra versione afferma che Rocco sarebbe tornato a morire nella città natale, a Montpellier.

L'iconografia lo rappresenta come un giovane forte e vigoroso, barba lunga e vestito da pellegrino. San Rocco è spesso raffigurato in abiti da con un cane che gli sta accanto nell'atto di porgergli un pane, un bastone ed una zucca per l'acqua. Viene quasi sempre raffigurato con un bubbone od una ferita sulla coscia a ricordo della sua malattia e dell'assistenza ai malati. Nell'immaginario popolare questa associazione con la gamba si è spostata verso il ginocchio, e così San Rocco è diventato anche il patrono dlle ginocchia e delle articolazioni.