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| MAY 2001 | JOURNAL OF THE ABRUZZO WORLD CLUB |
Year II No. 7 |
La Festa del NarcisoArticle abruzzo world club - Pictures by L. Mazzeschi
L'Altopiano delle Rocche, paradiso dello sci da fondo per buona parte dell'inverno, allo sciogliersi delle nevi si ricopre di narcisi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, esattamente nel 1947, quasi per cancellare il ricordo di tante sofferenze, i giovani del paese diedero vita per la prima volta ad un rito festoso: allestire dei carri allegorici ornati con un i profumati narcisi che ricoprono l'altopiano rocchigiano nel mese di maggio. Da allora ogni anno, l'ultima domenica di Maggio, si svolge a Rocca di Mezzo una tradizionale festa popolare: La Festa del Narciso. Agli inizi i carri erano costruiti su piattaforme di legno, trainati da mezzi meccanici o da animali da tiro, ricoperti di narcisi e decorati con verdi festoni. Su di essi fanciulle e fanciulli vestiti a festa con i costumi tradizionali intonavano canti popolari.
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Nel corso degli anni, la festa si è adattata al mutare dei tempi. Attualmente i carri sono dotati di congegni meccanici, elaborati nei minimi particolari e multicolori. Anche i temi rappresentati hanno subìto profondi cambiamenti, dalla rappresentazione di unacomunità rurale si è passati ai soggetti sono più vari: esilaranti, poetici, fantasiosi.
La festa si arricchisce, di anno in anno, di contenuti coreografici e spettacolari sempre più perfezionati. Il momento più emozionante ed esaltante dei preparativi, dopo un mese di lavoro, è nella nottata tra il sabato e la domenica, quando gruppi di bambini, di giovani e meno giovani, si dedicano all'infioritura dei carri. Poi nel pomeriggio della domenica i carri sfilano per il centro cittadino, per arrivare alla piazza dove si esibiranno in balli e altre prove per disputarsi il primo premio.
Edizione 1998
I nove carri della 52^ edizione vennero costruiti a Rocca di Mezzo, Ovindoli e a San Martino d'Ocre. Ecco i nomi dei carri: "Baciamo le mani", il carro vincitore, che ha cercato di narrare la storia della Sicilia tra eroi e boss della malavita; "Save our soul" ispirato ai telefilm di "Bay Watch"; "E se rapissero le favole", a forma di castello delle fiabe, "Tra 'sti Galli e 'sti Romani, quanti inciuci e fatti strani", con il carro a forma di Obelix e figuranti che raccontavano una storia dell'antica Roma. "Far West", una carrozza di pionieri ricoperta di narcisi; "Rospo per amore" storia del principe trasformatosi in rospo che cerca la damigella per tornare umano; "La famiglia Addams"; "Storia di giocattoli", con un orso che suonava la batteria e i figuranti che narravano la differenza il giocattolaio che costruisce giocattoli pacifici e uno che costruisce giocattoli bellici ; "Fantasmaiale", nel quale un coppia in viaggio di nozze in Francia durante i mondiali di calcio è costretta da alcuni fantasmi a giocare una partita di pallone.
Edizione 1999
Ventimila spettatori per i sette carri. Ospiti anche i ragazzi in costume folkloristico di Casarsa Ligure (Genova), gli sbandieratori di Vignanello (Viterbo), il gruppo folcloristico di Salerno "O' Scarafone" e la banda di Canistro.
Ecco i nomi dei carri: "Non tutti i dadi vengono per nuocere", clown che devono combattere con i cattivi; "Ciak si gira", una rappresentazione della storia dell'America, da Colombo al presidente Clinton con la Lewinsky, intorno al carro a forma della Statua della libertà con una bottiglia di Coca Cola; "Ci vuole un albero", un carro a forma di quercia e figuranti con costumi di farfalle, funghi, fuoco e acqua; "Anima e core", col carro a forma di mandolino e del Vesuvio; "Yomo Sapiens", un gigantesco vasetto di yogurt con le caricature dei popolari comici Aldo Giovanni e Giacomo che liberano l'inventore dello yogurt catturato dai banditi; "Vuota la Matrioska" con il carro a forma di Matrioska e i figuranti alla ricerca di Anastasia dopo la rivoluzione del 1917. "I Simpson nel Congo", con un carro a forma di Bart Simpson che lancia messaggi contro il razzismo.
Edizione 2000
15000 visitatori per la 54^ edizione, una Festa del Narciso bagnata. I narcisi erano sbocciati troppo presto quest'anno e la sfilata fu interrotta da un violento acquazzone dopo il passaggio dei primi tre carri, e fu ripresa solo alcune ore più tardi. Ma i carri erano più belli che mai e tutti i mesi di lavoro furono giustamente apprezzati, in particolare il carro vincitore, il tradizionale "Come allo temp’ de ’na vota" tirato da buoi e costruito dagli anziani del paese. Ecco i nomi degli altri carri: "Avrò ali per volare", la "Tartaruga transgenica", "Una questione di cuore", "Un miraggio è pur sempre un miraggio" e "www.lumacher@piano.piano.it".
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