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APRIL 2001 Year II
No. 6
San Domenico
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San Domenico è venerato in molti luoghi d'Abruzzo, Molise, Lazio e Campania. All'origine, esercitava il suo patronato contro le tempeste e contro le febbri, ma poi assume sopra di sè la protezione dei morsicati dai serpenti e dai cani ed esercita poteri difensivi contro le odontalgie, come avviene nell'attuale contesto festivo di Cocullo.

Biografia
San Domenico nacque a Foligno (Umbria) nel 951 da famiglia nobile e religiosa. Affidato dai genitori ancora fanciullo al vicino monastero di S. Silvestro, e divenne frate benedettino. Domenico, dopo aver raggiunto la perfezione nella vita cenobitica, pienamente preparato, con l'aiuto della comunità fraterna, alle lotte spirituali, con il permesso del proprio abate, salì la vetta di un monte che si innalzava non molto lontano dal monastero, dove lottare con il solo suo braccio e con la sola sua mano contro l'antico nemico del genere umano. Nei luoghi dei vari eremi la sua fama di santità subito portava a lui fedeli, poveri contadini e ricchi feudatari, e Domenico costruiva monasteri che lasciava affidati ai suoi discepoli e si rimetteva alla ricerca di un nuovo eremo.

Intorno al 1000 passò nella Valle Peligna (Diocesi di Sulmona) trattenendovisi qualche tempo e conducendo vita da eremita. Nel suo eremitaggio in Prato Cardoso fu visitato dai grandi conti dei marsi, Berardo, Teodino e Randuisio, che lo supplicarono perché facesse anche nel territorio valdense un monastero, in San Pietro del Lago.

I Miracoli
E' intorno a questo periodo che si dice risalgono i suoi miracoli compiuti nella zona come taumaturgo.

Un fanciullo di nome Leone, della città di Castro, colpito da febbre altissima, guarì immediatamente dopo aver bevuto l'acqua in cui Domenico siera lavato le mani.

Anche una donna di nobile famiglia, che soffriva di emorragia gli chiese di inviarle l'acqua di cui si era servito per lavarsi le mani. Domenico invece le inviò dell'acqua benedetta secondo l'uso della Chiesa, mandandole a dire che con essa il Signore l'avrebbe guarita ma per la sua fede. La donna bevve l'acqua con fede e guarì.

Domenico soggiornò in Cocullo breve tempo lasciando alla chiesa locale un suo molare e il ferro di una sua mula che sono ancora conservati tuttora come reliquie, avendo il ferro di mula il potere di guarire dalle morsicature degli animali, mentre il dente i morsicati da vipere e serpi velenose

In un'altra occasione un lupo aveva rapito un neonato, figlio di un boscaiolo, e i genitori rivolsero le loro preghiere al Santo. Il lupo riportò il neonato nella sua culla. Il miracolo è ricordato la prima domenica di maggio in Pretoro con una rappresentazione nel bosco e la presenza di serpari.

I Monasteri
Su richiesta di Borrello, altro Conte dei Marsi, costruì un cenobio anche nel Sangro, che, da un enorme albero di avellana prese il nome di San Pietro Avellana. Poi Domenico partì per la Campania, e in Trisulti fondò un monastero dedicato a San Bartolomeo. Mentre da San Pietro del Lago si recava a Trisulti per visitare i confratelli, gli venne incontro Pietro Rainero, signore di Sora, che molto umilmente chiese perdono dei suoi molti e gravi peccati. A lui, Domenico,tra le altre opere di penitenza, ingiunse anche quella di costruire un monastero nel proprio territorio in onore di Maria.

All'età di 80 anni circa, mentre si dirigeva a Tuscolo fu assalito da una piaga mortale nella mascella. Domenico fece ritorno al monastero, chiamò i confratelli e li esortò alla fedeltà alla regola, ricevette i sacramenti, poi chiese di essere lasciato solo. I monaci uscirono e da fuori, udirono delle voci di lui che parlava e di un altro che rispondeva. Quando tutto tacque, lo trovarono morto e furono certi che un angelo fosse venuto a confortarlo nel momento del passaggio. Era il 22 gennaio 1031. Il suo corpo fu sepolto nel monastero che porta il suo nome in Campania, nelle vicinanze della città di Sora.