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MARCH 2001 Year II
No. 5
Alba Fucens
A visit to this ancient Roman town will give you a feeling of what life was like at the time of the Romans.
(Click here for a page with images to print - 191 Kb - Pictures by L. Mazzeschi) .

Click on the picture to enlarge Storia
Alba Fucens, o più esattamente Fucentia, è il nome dato dai Romani ad una città costruita in origine dagli Equi e poi occupata dai Marsi nel IV secolo a.C. Sorta su una pianura a circa 1000 m di altitudine, ai piedi delle due spettacolari vette del Velino, Alba Fucens dominava la valle del lago Fucino, il secondo lago per estensione dell'Italia centrale con una superficie di circa 200 km quadrati; la pesca era una risorsa primaria e i Romani erano soliti combattere sul lago le loro battaglie navali. Il lago venne parzialmente prosciugato dai Romani al tempo di Claudio, e, inseguito, alla fine del XIX secolo dal principe Torlonia.

Tra il 321 ed il 303 a. C.i Romani, dopo aver sconfitto l'Alleanza Italica dei Marsi, dei Peligni, dei Vestini, dei Marrucini e dei Frentani, decisero di stabilire una colonia di 6000 abitanti a Fucentia - Alba, per controllare l'intero territorio; Alba Fucens, i cui abitanti vennero chiamati Albensi; divenne una città ricca e potente; nel 301 la città fu autorizzata a coniare moneta propria e nel 191 a. C. divenne un municipium.

Alba Fucens nel I secolo era diventata la più famosa città romana dell'Aprutium, chiave centrale sulla Tiburtina Valeria, nota via di comunicazione tra Roma e l'Adriatico. La popolazione era dedita al culto di Jupiter e soprattutto di Hercules; le principali autorità della città erano i "praetores" e successivamente i "quattuorviri iuredicundo". La sua distruzione ed il suo oblio, come tutte le città romane, fu una conseguenza della caduta dell'Impero romano e dell'invasione dei barbari.

Click on the picture to print them Durante il Medioevo fu costruito un castello su una piccola collina vicino alla città romana, distrutta dai barbari. Sulla collina che sitrova all'altro lato, dove probabilmente sorgeva un tempio romano, i monabi Benedettini costruirono la splendida chiesa romanica di San Pietro con un convento che ora ospita un interessante museo.

Per migliaia di anni questo luogo è stato soggetto a devastazione ed al saccheggio; ciò accadde fino al 1949 quando grazie all'accordo tra il Governo Italiano e l'Università Belga di Lowain iniziarono gli scavi che durarono decenni, sotto la direzione di archeologi molto conosciuti come F. De Visscher, F. De Ruyt, J. Mertens e L. Reekmans del'Università di Louwain, e M. de Laet dell'Università di Gand. Senza la loro esperienza e dedizione tale progetto non sarebbe mai venuto alla luce.

Le rovine offrono uno spaccato di vita della città romana: le antiche strade, il Forum, l'anfiteatro, le porte e il mercato centrale, le terme, il Macellum, le case squadrate, il sofisticato acquedotto e ed il sistema di irrigazone. Possiamo trovare ancora ad Alba Fucens le massicce mura che si estendono per oltre 3 km, dove furono aperte quattro porte: Massa a est, Fellonica a Nord, Massima ad Ovest, e la porta del Sud.

Click on the picture to print them Questa è l'entrata venendo giù dalla strada, sullo sfondo la chiesa di San Pietro che sorge sulla collina, si può vedere facilmente l'antica strada romana che attraversa il centro urbano.

Click on the picture to print themQuesta strada è il Decumanus maximus, via principale della città e parte della Tiburtina Valeria. Il colonnto (una volta coperto) riparava una serie di negozi (tabernae) sulla sinistra e permetteva ai clienti di passegiiare comodammente anche quando le condizioni atmosferiche erano pessime. Nei piccoli negozi la gente praticava un'arte (c'era lo scrittore pagato dalle persone per farsi scrivere le lettere, un gioelliere, un sarto) o si dedicava all'artigianato (armaioli, vasai ecc.)

Click on the picture to print them "Aula" (cella sacra) nel santuario di Ercole. Il culto di Ercole era molto diffuso in questa zona: peopeio qui, infatti, è stata trovata una enorme statua di marmo di un dio seduto (Hercules epitrapezios: Hercules seduto a un banchetto che solleva una coppa con la mano sinistra e si appoggia al suo bastone con la destra). La statua, una volta restaurata, è stata collocata all'entrata del Museo Archeologico di Chieti.
Click on the picture to print them Il mercato. Sullo sfondo ci sono dei locali chisi il cui uso non è ancora stato identificato. Vi sono anche le basi di alcuni pilastri che fanno pensare ad un mercato completamente coperto. A Sud-Ovest l'ampio ager fucense, diviso in regolari appezzamenti, veniva cltivto dai contadini che probabilmente si recavano al mercato per vendere i loro prodotti, animali e uova, artigianato, e per comprare ciò di cui avevano bisogno.

Click on the picture to print them Questa stanza probabilmente era parte integrante delle terme, che con il foro, rivestivano un ruolo fondamentale nella vita sociale della città; in paricolari ore della giornata era aperta solo alle donne. Schiavi specializzati utilizzavano queste stanze per massaggi, depilazioni (i cittadini Romani erano soliti utilizzare la cera), cura della pelle, ginnastica. Non sono state trovate tracce, fino ad ora, delle tre tipiche piscine romane (frigidarium, tepidarium and calidarium).


Click on the picture to print them Una "villa urbana", dimora di una persona ricca e importante. Queste grandi "villae" erano le residenze cittadine delle grandi famigie del luogo, di solito avevano anche stanze per la servitù, erano collegate al sistema di irrigazione, avevano un pozzo nel cortile, una cella per il ghiaccio e le provvigioni, e stanze per la famiglia al piano superiore. La larghezza dei muri suggerisce la presenza di almeno un secondo piano
Click on the picture to print them I negozi (tabernae) e le case sembrano più ricchi di quelli che si trovano ad Ovest, probabilmente perchè erano quelli che i visitatori di fuori incontravano per primi. Le restanti mura testimoniano la presenza di una lunga fila di case semisolate, con un muro in comune - che aiutava a mantenere il calore quando faceva freddo -, pareti interne e quasi sempre un buco collegato al sitema di irrigazione sotterraneo. Probabilmente l'acqua arrivava alle fontane pubbliche collegate all'acquedotto. E' possibile veder anche diverse tecniche di costruzione: venivano infatti utilizzate grandi pietre per le fondamenta e pietre più piccole, unite a mattoni rossi, per i muri.

Click on the picture to print themQuesta foto è stata fatta nel Forum, un'ampia area rettangolare dove le basi di enormi colonne (nella fotografia) ed grandi buchi per i pali di legno delle fondamenta testimoniano oggi la grandiosità della struttura. Il forum era il luogo dove si incontravano i cittadini romani, dopo essere stati alle terme; qui discutevano di politica, importnti argomenti e sicuramente anche di tutto ciò che accadeva nella città.


Click on the picture to print themQuesta è una vista dalla villa urbana sulla zona ovest, si può vedere sullo sfondo il monte Velino con le sue vette gemelle, e di fronte la collina sulla cui cima sorge il centro medievale di Alba vecchia, abbandonato in seguito al terremoto che colpì questa zona dell'Abruzzo il 13 Gennaio del 1815 che ucciseoltre 30mila persone.