Addì 17 novembre 1809, fece la prima neve di circa mezzo palmo, la quale durò due soli giorni.
Addì 20 novembre 1809 dopo mezzo giorno cominciò a nevigare, e durò la nevigazione fino al mezzo giorno del seguente, la quantità di detta neve fu di circa un palmo e mezzo. Gli alberi di quercia, come che non aveano ancora gittate le frondi furono quasi tutti diramati. I più danno cagionato fu alle quercie di S.Bartolomeo, che fu apprezzato a circa canne venti di legna. Addì 25 detto mese venne il mollore, la neve durò nel piano fino al 28 di 9bre.
L'anni 1810, e 1811 furono ordinariamente passabili.
Il 1812 nell'ultimo dell'autunno fu rigidissimo con neve mediocre dominando sempre tramontana. Tutto il mese di Gennaio fino agl'8 di febrajo la terra fu sempre ricoverta di neve interpolatamente cadendo e sempre della quantità di due e tre palmi.
Il restante di Febrajo furono tempi quasi di primaviera. Marzo fu sempre or neve or pioggia ed appena furono veduti sereni cinque o sei giorni. Il mese di aprile nè primi tre giorni fu passabile, fino ai sette acqua e neve; ai nove fece una gelata tanto grande, che sebbene il dì dieci detto fosse serenò il gelo sempre esistè.
Il giorno undici circa l'aurora cominciò una nevigazione, che durò fino alle tre della seguente notte, la sua quantità fu due palmi. L'aria fu talmente rigida che i tetti nel mentre nevicava non non fecere neppure una goccia. Il giorno seguente sebbene fosse il sole, il vento rigido di Tramontana e di levante fecero si che la neve non si toccasse. Il giorno dodici fece nella notte una gelata così grande che niuno la ricorda simile, neppure io Economo. Il giorno tredici poi cominciò a scemare e vi durò fino al dì sedici, poi pl piano voltò a mollore, e la neve rimase pei monti. La Ricolta del grano fu mediocre, quella del vino pochissimo.
Il 1813 fu tempestoso. La Ricolta del grano mediocre, quella del vino scarsissima.
Il 1814 nel principio del verno fu sciroccoso, circa la metà di Febbraio cominciò a dominare la tramontana, che sempre fino a novembre dominò. Il sette agosto fece una grandinata che le vigne per due anni furono rovinate. A' primi di Ottobre fecero due gelate così grandi, che seccò tutta L'Uva, dove non avea preso la grandine la raccolta del mosto generalmente fu quasi niente e tutta imperfetta, ed il vino non fu buono neppure per l'aceto.
Il 1815 nella sua entrata fu piacevole Il dì Sedici gennaio cominciò una nevicata, che la nevigazione durò fino all'aprile. La racolta fu scarsissima, il vino quasi niente. Il grano arrivò al prezzo di circa ducati venti la soma. I poveri furono innumerabili.
Il 1816 l'inverno fu rigido con acqua e neve. I Monti furono carichi di neve fino al mese di giugno. La racolta per il grano fu mediocre, per i monti non vi è neppure la semina. Il vino quasi niente, e quel poco di pessima qualità Il grano nel mese di Maggio arrivo sopra i ducati venti. I poveri venivano a centinaia. Lo Stato Cicolano, quelli di Antodoco, e della valle di Roseto Provincia di Teramo più di tutti soffrì si chiusero molte case e innumerabili famiglie estinte perite da la fame.
Il 1817 la ricolta fu più del mediocre. Nel mese di Agosto furono venduti i grani fino a dodici ducati la soma.
Nel mese poi di Maggio del 1818 si vendè il grano anche sotto i dieci ducati la soma. I negozianti di grano andarono falliti.
